Consigli di lettura: Febbraio

Consigli di lettura: Mediamente vengono proposti una decina di titoli eterogenei. Diversi gli autori, le nazionalità, i generi letterari e spesso molto diversi possono essere gli anni in cui i romanzi proposti sono stati pubblicati (la data scritta è l’ultima data di pubblicazione). Ciò che li accomuna è il piacere di leggere. Ci auguriamo che ogni mese i nostri lettori possano trovare almeno un libro da leggere. Il nostro appuntamento è curato dal collettivo di operatrici culturali “Tessera” formato da: Paola Bernardini, Giulia Silvestri, Anna Giannessi e Valentina Gori che ringraziamo calorosamente

consigli lettura febbraio

Marta Barone
Città sommersa

Bompiani editore
Or.: Italiano

2024

Un ragazzo che corre nella notte, sotto la pioggia, scalzo, coperto di sangue non suo. Chiamiamolo L.B. e avviciniamoci a lui attraverso gli anni e gli eventi che conducono a quella notte grazie alla voce di una giovane donna di cui questo romanzo è memoria e cronaca del confronto con la scomparsa del padre e con la tardiva scoperta della vicenda giudiziaria che l’ha visto protagonista. Chi era quello sconosciuto L.B., il medico operaio sempre alle prese con qualcuno da salvare, condannato al carcere per partecipazione a banda armata? E perché di quel tempo non ha mai voluto parlare? Testimonianze, archivi e faldoni, ricordi, rivelazioni lentamente compongono il ritratto di una persona complicata e contraddittoria che ha abitato un’epoca complicata e contraddittoria.

Sélim Nassib
Il tumulto

E/O Edizioni
Or.: Français

2024

consigli lettura febbraio

Canto d’amore per una città mitica, Beirut, Il tumulto descrive magistralmente il miscuglio di tragico e picaresco che contrassegna uno degli ultimi grandi conflitti del XX secolo. Una realtà, esplosiva e affascinante, che resta ancora oggi di bruciante attualità.
«Per conoscere il Libano si può iniziare leggendo, e scegliendo come guida una voce, a volte dolce, eppure appassionata, che fa nascere un mondo di sapori e immagini, come un’erba che ricresce rigogliosa sulle rovine della guerra… Sélim Nassib è questa voce e Il tumulto si rivela un grande libro di scoperta e di memoria». Le Monde
Tra un padre che gioca a poker e una madre timida, Yussef vive a Beirut in un mondo impregnato di sensualità e mistero. Le melodie dell’ebraico che impara a scuola si mischiano alle sonorità arabe della strada. La crisi di Suez è un’eco lontana, al centro dei pensieri di Yussef c’è il risveglio del sesso, il tumulto di paura e desiderio che sente crescere in sé. Dieci anni dopo, nel maggio ’68, si impegna in politica per conoscere ragazze, ma la Storia lo prende sul serio, Yussef si ritrova in prigione e scopre che una vera e propria guerra civile sta covando nelle viscere del paese. Quando l’esercito israeliano invade il Libano per scacciarne i combattenti palestinesi Yussef lascia Parigi, dove è diventato giornalista, per tornare a Beirut e raccontare dall’interno l’assedio della sua città. Tra le strade devastate e le case sventrate dalla guerra si riannodano i fili del suo destino.

lettura febbraio

Tom Crewe
Una nuova vita

Einaudi editore
Or.: English

2024

John Addington e Henry Ellis sono entrambi sposati, ma i loro matrimoni nascondono un segreto. John è omosessuale, o «invertito», come si diceva nell’Inghilterra vittoriana; ha avuto tre figlie con Catherine per conformarsi. Henry è legato a Edith, che però non ricambia il suo amore e trascorre con l’amica Angelica lo stesso tempo che dedica al marito. Quando Henry, medico esperto, inizia a scrivere un testo sull’omosessualità sostenendo che sia una variazione naturale del desiderio umano e non un crimine, coinvolge John, noto studioso, nel progetto. Ma pochi giorni prima della pubblicazione del libro Oscar Wilde viene arrestato per oscenità e John e Henry devono decidere se rischiare l’ostracismo sociale e la reclusione, o rinunciare al progetto per la propria sicurezza e la propria reputazione. Un romanzo avvincente e sorprendentemente attuale, che ripercorre le vite e i sentimenti di due uomini realmente esistiti, scandagliando il conflitto tra ordine morale e bisogno, irrefrenabile, di libertà.

Ugo Pirro
Le soldatesse

Bompiani Edizioni
Or.: Italiano

1956

lettura febbraio

Le soldatesse, primo romanzo di Ugo Pirro, fu pubblicato nel 1956. Per il suo carattere di oggettiva testimonianza di una avventura grottesca – il viaggio di un ufficiale ventenne in compagnia di un «carico» di prostitute destinato ai soldati italiani dell’Armata Sagapò – il racconto veniva a incastrarsi dentro un più grande e tragico sentimento di grottesco: il ricordo dell’allora ancora recente aggressione, inutile e vergognosa, dell’Italia fascista alla Grecia. Di quel grande grottesco finiva col diventare in qualche modo il simbolo, e l’espressione di un atto di riparazione e di amore verso un popolo che a Pirro – e ai tanti «conquistatori» italiani – era sembrato generoso e amico.
In questo romanzo – nato dall’esperienza di guerra in Grecia di Pirro – è già riconoscibile lo stile asciutto, la vena ironica e irriverente del futuro grande sceneggiatore di A ciascuno il suoIndagine su un cittadino al di sopra di ogni sospettoIl giardino dei Finzi Contini, La classe operaia va in paradiso, Metello, Il giorno della civetta e molti altri film celebri del cinema italiano. Il regista Valerio Zurlini nel 1965 trarrà dal libro l’omonimo film interpretato da Tomás Milián, Mario Adorf, Anna Karina e Lea Massari. L’edizione Sellerio si chiude con una breve e puntuale postfazione di Andrea Camilleri.
Grecia: estate 1942. A Atene, occupata da italiani e tedeschi, ognuno cerca di salvarsi come può e le giovani ragazze, magari se belle, hanno una possibilità in più, offerta dagli invasori italiani: diventare ‘ausiliarie’, ‘soldatesse’ del Regio Esercito, diventare prostitute per sopravvivere. A un giovane tenente viene così assegnato il compito di consegnare alcune di quelle ragazze nei territori dell’Epiro; qui i soldati italiani sono maggiormente attaccati dai partigiani greci e bisognosi di incentivi per combattere e morire per il Duce. Il viaggio, su un vecchio camion scassato, non sarà facile: attacchi partigiani, rappresaglie fasciste, villaggi bruciati, fucilazioni di ragazzi greci…
Il giovane tenente capirà la diversità dei ruoli, tra occupante ed occupato, tra italiani e greci, e soprattutto capirà quanto dignitose siano quelle ragazze rispetto alle camicie nere; imparerà a apprezzarle e più volte si chiederà ‘che cosa siamo diventati?’. E’ partito come fascista, strada facendo non si sentirà più tale, alla fine del viaggio è diventato antifascista, tanto da lasciare andare Elenitza, divenuta il suo amore, a raggiungere i partigiani greci.

Sapphire
Push / Push. La storia di Precious Jones

Rizzoli editore
Or.: English

1997

 “A sei anni Precious confinò il libro, la bambola, la corda da saltare, la propria testa, il proprio io, giù giù, nel più assoluto silenzio, in fondo all’aula. Senza più alzare gli occhi fino a dodici anni, quando l’uomo del pronto soccorso la trovò a rantolare sul pavimento di cucina di Lenox Avenue 444.”

La storia di Claireece Precious Jones inizia così, con la violenza brutale di un parto tra le squallide mura di un appartamento malconcio nel ghetto di Harlem. Nera, povera, grassa, mamma di una bambina con la sindrome di Down, la piccola Precious è vittima dei ripetuti abusi del padre, e della gelosia malsana e inarrestabile della donna che la considera la sola responsabile di quell’incesto: sua madre. Semianalfabeta, indietro con il programma di scuola, derisa dai compagni di classe, Precious sembra invisibile ai più, nient’altro che una macchia di unto nero da lavare via. Ora, all’età di sedici anni, è incinta, per la seconda volta, di suo padre. “Sono una tele senza le figure, sono rotta senza il cervello”, scrive caparbiamente su un diario, prima che l’inferno che ha in casa riesca a inghiottirla e farla sparire. L’istruzione l’aiuterà a sfuggire alla violenza e all’emarginazione, rendendola finalmente visibile al mondo. Attraverso le prime, incerte parole che imparerà a conoscere mettendole insieme a fatica, Precious riacquisterà voce e dignità, e il loro suono, dapprima stridulo e stentato, acquisterà intensità, divenendo poetico, vibrante, prezioso.
Sapphire, pseudonimo di Ramona Lofton, ha insegnato per dieci anni a leggere e scrivere nelle scuole di Harlem e del Bronx: da questa esperienza scaturisce la materia di questo suo primo romanzo.

Maria Judite de Carvalho
Gli armadi vuoti

Sellerio editore
Or.: Português

2023

lettura febbraio

Sono tutte donne i personaggi di questo libro scritto nel 1966 dalla portoghese Maria Judite de Carvalho, un romanzo di strabiliante attualità di temi e magnetica profondità di analisi: Dora, la protagonista, sua figlia Lisa, la suocera Ana e la zia Júlia. Ci sono sì gli uomini, ma sullo sfondo, determinanti ma fermi come scogli che dividono e uniscono le onde della storia. È donna anche la narratrice, un’osservatrice che riallaccia tempi, eventi, psicologie e retroscena; di lei fin quasi alla fine, fino al precipitare della storia, non si rivela il nome né si presagisce il ruolo che ricopre nella vicenda.
Dora Rosário è vedova di Duarte, un individuo indolente e orgoglioso che l’ha lasciata giovane a tirare su la piccola Lisa. La affianca a suo modo la suocera Ana, una signora benestante, forte e razionale, sempre accompagnata da Júlia, perseguitata da accessi improvvisi di follia e di delirio. Ma Dora non vuole né aiuto né comprensione, chiusa com’è nel quieto culto del marito scomparso. Per anni si mantiene con fatica, finché non trova un lavoro in un negozio di antiquariato. Poi, la sera in cui Lisa compie diciassette anni, Dora apprende dalla suocera una rivelazione sorprendente, che sembra scardinare insieme il passato e il futuro: forse l’occasione per non essere «la persona senza età e senza speranza» che la figlia Lisa vede in lei. Gli armadi vuoti è il ritratto di tre generazioni di donne che fronteggiano un mondo plasmato da uomini poco presenti, maschi mediocri ma che hanno il potere di definire le vite di madri, figlie, mogli e amanti. La storia di Dora, così quotidiana e drammatica, fa pensare a Truffaut e a Maria Messina: un’infelicità domestica quasi ascritta al genere femminile, narrata con voce tagliente e un tono apparentemente leggero sotto il quale fervono decisive questioni identitarie, sociali, politiche.

Shumona Sinha
Apolide

Clichy Edizioni
Or.: Français

2021

Tre stati – il radicamento, l’abbandono e il ritorno impossibile – per indagare la perenne percezione di duplice estraneità nei confronti dei luoghi di nascita e di quelli d’adozione. Tre storie sull’esilio, l’identità, lo smarrimento.
C’è Esha, che ha lasciato Calcutta per vivere e insegnare a Parigi, e che ogni giorno deve fare sforzi ciclopici per guadagnarsi uno spazio che per altri è un diritto di nascita, facendosi strada tra la diffidenza e i pregiudizi di chi la circonda. C’è Mina, figlia di contadini indiani, che milita in un movimento d’insurrezione e che per i suoi sogni e i suoi desideri pagherà un prezzo altissimo, imposto da una società che la disprezza. C’è Marie, nata in India ma cresciuta in Francia da genitori adottivi, affamata di scoprire la sua storia e il suo passato, e di portare un aiuto a quella che considera la sua gente.
Ogni personaggio è mosso da una convinzione che finisce per spegnersi, che si tratti della fiducia in un’idea di giustizia, dell’impegno politico contro gli abusi di potere o della persuasione che le promesse d’amore possano abbattere veti. Tre destini che si specchiano e si incrociano tra India ed Europa, in un romanzo denso di poesia che non risparmia né la nostra società né quella indiana e in cui si sprigiona una violenza letteraria inaudita. Ovunque il corpo delle donne, soprattutto se sole e libere, è terreno di caccia e di conquista, viene continuamente invaso da sguardi indesiderati e feroci, braccato, ferito. Le vite di Esha, Mina e Marie sono tre note di una stessa canzone struggente e bellissima che ci parla di esilio, appartenenza, libertà.

Taina Tervonen
Le scavatrici

Fandango Editore
Or.: Français

2022

lettura febbraio

Tra il 1992 e il 1995, centomila persone sono morte in Bosnia-Erzegovina, trentamila i dispersi. Sono per lo più musulmani di Bosnia uccisi dai serbi di Bosnia e non tutti, dopo vent’anni, sono stati ancora trovati e identificati. Taina Tervonen riporta in vita, nella memoria, gli scomparsi, e rievoca le atrocità delle guerre dei Balcani.
Le protagoniste di questo diario di viaggio, umanissimo e crudele, sono tre: un’antropologa, un’investigatrice, una giornalista. Tre donne che sulla propria pelle – toccando i corpi, annusando gli odori, raccogliendo le ossa – fanno parlare i morti e i vivi, alla ricerca della verità in un paese segnato dalle stragi.
Senem è un’antropologa forense e Darija un’investigatrice. Una lavora con i morti, l’altra con i vivi, in un paese traumatizzato: la Bosnia- Erzegovina. Senem si occupa di identificare resti umani trovati in fosse comuni vecchie di decenni, mentre Darija va dalle famiglie degli scomparsi per ascoltare le loro parole e raccogliere il loro Dna. Quando Taina incontra Senem e Darija, la giornalista non ha idea della complessità del lavoro che la attende. Per diversi mesi seguirà la loro ricerca della verità, essenziale per la storia del loro paese e per le famiglie che non hanno mai potuto piangere i loro cari.
Un racconto coinvolgente, a tratti poetico, sulla memoria e il lutto. Un libro sull’importanza della convivenza pacifica fra i popoli e sull’orrore mai dimenticato della guerra.

Niccolò Testi, Giulio Ferrara
Bianciardi

Editore Kleiner Flug
Or.: Italiano

2022

 Per celebrare i cento anni della nascita – caduti nel dicembre 2022 – la Fondazione Luciano Bianciardi e la casa editrice Kleiner Flug hanno dato alla luce ad una originale e unica graphic novel sull’autore de La Vita Agra, scritta da Niccolò Testi e disegnata da Giulio Ferrara l’anno scorso.
Com’è? Una sfida, una sfida coraggiosa soprattutto in questi tempi avari, per uno scrittore di enorme importanza ma di non altrettanta fama. Affrontando il rischio di parlare solo ad un pubblico di nicchia, il graphic novel – titolato semplicemente Bianciardi – riesce invece, proprio grazie al linguaggio del fumetto, a far entrare con immediatezza e semplicità il lettore (qualsiasi tipo di lettore) nel doloroso mondo di Luciano Bianciardi, un mondo che lo pone – suo malgrado – solitario viaggiatore a cavallo tra passato e modernità. Su questa linea Bianciardi si muove con tutto il disagio esistenziale, alimentato da una rabbia politica mai allineata, da dissidente e libero pensatore. Una storia umana tutt’altro che semplice e a lieto fino, che si articola lungo quegli anni Sessanta, dove Grosseto e Milano sono il passato e il futuro, dove l’antica e feroce lotta di classe delle miniere toscane viene abbandonata per la misera esistenza nella grande città. In bilico tra fabbriche, smog e i conflitti nascenti dell’industria della produzione culturale.
Anche il successo de La Vita Agra – diventato poi nel 1962 anche un grande film diretto da Luciano Salce con Ugo Tognazzi – è vissuto unicamente come la vittoria della società dei consumi che tutto digerisce e trasforma in opportunità di profitto.

Robert Frank, Jack Kerouac
The Americans


Contrasto Edizioni
Or.: Français

2022

Il libro Gli americani, rappresenta un vero “poema per immagini” che Robert Frank ha dedicato alla strada americana e alla sua nuova e sconsolata epopea. Si tratta di un reportage che, come pochi altri, ha veramente segnato un’epoca diventando per generazioni di fotografi il riferimento principale da cui partire per fotografare, per viaggiare, per conoscere con lo sguardo.
È il 1955 e un giovane fotografo europeo, Robert Frank, ottiene una borsa di studio dalla Fondazione Guggenheim per realizzare un lavoro fotografico sull’America. Frank, il primo europeo a beneficiare di questa borsa di studio, percorrerà tutto l’immenso paese, e tra il 1955 e il 1956 “toccherà” ben 48 stati diversi. Le strade, i volti delle persone incontrate, le piazze delle città, i bar e i negozi, i marciapiedi, i particolari più insignificanti passano e si fermano di fronte all’obiettivo intelligente e partecipe del fotografo. Il risultato di questo viaggio sarà il libro Gli americani con l’eccezionale introduzione di Jack Kerouac.
Un volume imperdibile che ha consacra il suo autore come un maestro della storia della fotografia.

lettura febbraio

Buona lettura.

Vi aspettiamo a marzo

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Consigli di lettura gennaio

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